21 Aprile 2017: Dichiarazioni del Presidente di Legacoop Produzione e Servizi Carlo Zini sul decreto correttivo al codice degli appalti pubblici

21 aprile 2017

Complessivamente positivo il correttivo, rimane riserva sulla disciplina del subappalto.


Innanzitutto occorre premettere che il Governo, e in particolare il MIT, ha rispettato l’impegno, non scontato, ad emanare un decreto correttivo al nuovo Codice degli appalti provando ad affrontare tutti i problemi che in questo primo anno di applicazione sono stati sollevati da più parti (operatori economici, stazioni appaltanti, giudice amministrativo, sindacati dei lavoratori).
Su numerosi di questi problemi (il finanziamento delle concessioni, il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la disciplina dei lavori di urbanizzazione a scomputo, l’appalto integrato, il rispetto dei CCNL) il decreto correttivo ha prodotto un positivo passo avanti. Pertanto la sua valutazione complessiva, rispetto al punto da cui partivamo, non può che essere positiva, seppur con una riserva legata all’efficacia di disposizioni che, nel corso dei vari passaggi dopo l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri di febbraio, hanno perso molto della loro incisività.
Ci riferiamo in particolare alla disciplina del subappalto che rischia non solo di non superare i profili di incompatibilità con le direttive europee sollevati dalla Commissione Europea portando il paese verso una procedura d’infrazione, ma di penalizzare oltremodo le medie e le grandi imprese, imponendogli un modello industriale ormai superato, in un momento di investimenti stagnanti, se non calanti, come evidenziato dagli ultimi dati sui bandi di lavori pubblici diffusi in questi giorni dal Cresme.